Expat e scarpe, ovvero alcune cose che volevo dire a Carrie Bradshaw
12 dicembre 2018


Un noto telefilm che spopolava negli anni '90 mi ha proposto il mito di una donna bionda e magrissima, che dal suo monolocale con cabina armadio se ne stava seduta a scrivere un diario, che non si sa come le permetteva non solo di vivere da single a Manhattan, ma anche di riempirsi l'armadio di Manolo Blahnik. Se ne andava comodamente in giro con le sue amiche a rimorchiare prestanti e ricchi uomini etero (ora estinti), camminando su altissimi tacchi a spillo manco fossero ballerine e sfoggiando colpi di sole da ragazza di 'Non è la Rai'.

Anche se per certi versi ho amato Sex & the City, ci sono alcune cose che volevo dire a Carrie Bradshaw:
di questi tempi è più normale prendere un volo Rayanir che un taxi a New York, e io con le scarpe proprio non so come fare….Quando viaggio ad esempio, spostandomi tra paesi con un clima che spesso è agli antipodi, non so mai che cazzo di scarpe mettermi. Soprattutto ogni volta che riparto devo lasciare, a volte per mesi, amate paia di scarpe bellissime che rivedrò troppo tardi, fino a quando la nuova stagione che ci accoglie al rientro deciderà per noi un nuovo lungo abbraccio oppure un eterno abbandono in favore di nuove mode.

Altre due cose importati volevo dirti:
1) Aidan tutta la vita
2) Molto meglio il perlage che hai scelto quest'anno per la chioma, anche se i colpi di sole anni '90 alla fine ce li avevamo tutte.
Nonostante le incongruenze e gli eterni interrogativi che questa serie ci ha lasciato (ad esempio perché si chiamava proprio 'Mr. BIG?'), abbiamo imparato che l'importante è essere sempre vestite bene.
Cioè, volevo dire, abbiamo imparato che anche le donne possono parlare di sesso. Ne abbiamo parlato talmente tanto che adesso è di tendenza parlare di politica o di moto. Mi resta infine quella brutta abitudine di iniziare tutte le frasi importanti con 'forse…' e di viaggiare con scarpe decisamente troppo eleganti, perché Maybe some women aren't meant to be tamed.