L'importanza di arrivare secondi
12 dicembre 2018

Ci sono due catalani, un mallorquí e un italiano che vanno velocissimi in moto.....
Si chiude la saga Italia - Spagna con un risultato un po' strano che lascia un peso sullo stomaco, come andare al ristorante e prendere paella come primo e pizza per secondo.
Chiunque si sia mai misurato con la scuola o il lavoro nella sua vita saprà che arrivare primiraramente è un'impresa che dipende solo dalle proprie capacità. La meritocrazia è difficile da trovare e anche da esercitare per il semplice fatto che chi da i giudizi è quasi sempre umano e soggetto a emotività: quindi per prendere un 8 a scuola aiutava una leccata di culo, per i 30 e lode bisognava piacere al prof e per quel colloquio di lavoro era meglio conoscere qualcuno.
Un po' allo stesso modo chi arriva primo alla fine del MotoGP è quello che è stato anche attento a consumare le gomme al momento giusto, a scegliersi la moto migliore, ad avere lo sponsor più forte. Se quello che arriva primo è anche il più bravo ad andare in moto allora è davvero un campione (o ha avuto una gran botta di fortuna).
L'amara realtà è che, nonostante queste siano le dinamiche che governano il mondo da sempre, noi ci ostiniamo ad insegnare ai nostri figli l'importanza di arrivare primi. Anziché spiegare la teoria del fallimento, incutiamo il timore della sconfitta, l'ansia da prestazione, l'obbligo ad essere perfetti. Chiaro che in questo modo arrivare secondi è molto più difficile che arrivare primi. Come faccia poi uno che sul podio arriva secondo a farsi applaudire come se fosse primo io non lo so, ma mi pare una vittoria doppia.
Ci sono vincitori morali nella vita, più importanti di quelli reali: sono quelli che ricominciano dopo che è andato tutto storto, ti offrono da bere quando perdono, ripartono da dove sono senza cambiare la passione che hanno nel fare le cose.A Valentino consiglio un giro della temibile agua de Valencia e un brindisi insieme al suo rivale: in alto i calici che offre Lorenzo.