L’affair Rossi - Márquez visto da una donna, a cavallo tra Spagna e Italia
12 dicembre 2018


Quello che è successo in Malesia resta in Malesia? Mica tanto…
Domenica Spagna e Italia si sono affrontate a colpi di curve e da allora niente sarà più come prima: tutti miei amici mi sfotteranno non più per Berlusconi ma per Valentino, ogni volta che camminerò di fianco a loro cercheranno di sorpassarmi e sarò costretta a ridere a stupide battute sui calci.
Funziona così: sei italiano, quindi mangi la pizza tutti i giorni, suoni il mandolino, tifi Rossi e sei ladro! Vaglielo a spiegare che io la domenica mattina mi alzo alle 7 solo per prendere l’aereo, figuriamoci per vedere un gran premio, che non mi infiammo per le gare di moto, che non tifo il calcio, che mangio la pasta al massimo una volta alla settimana e il tiramisù ho imparato a farlo solo per compiacere gli stranieri.
Tuttavia non vivo in una grotta quindi so cosa è successo: ho visto Márquez mentre faceva impazzire il povero Rossi un giro alla volta, ho visto la curva in cui gli è andato troppo vicino, ho visto (non troppo bene) quel calcio, che può sembrare un riflesso spontaneo atto ad allontanare un pericolo. Soprattutto ho visto il web impazzire per questo fatto e quindi un pò mi son lasciata trasportare: ho guardato tutti i video della Gazzetta, ho letto le pagine sportive dei quotidiani, ne ho parlato con dei miei amici (maschi) e sono giunta a queste conclusioni.

Márquez sta aiutando Lorenzo e sono entrambi spagnoli. Questo è senza dubbio un comportamento antisportivo, ma, dove c’è sport, quasi sempre esistono simpatie e antipatie; per lo meno, non sembrano esserci di mezzo soldoni stavolta. Forse lo stanno facendo per amicizia, forse hanno davvero una storia d’amore segreta, come suggerisce con moderazione il web in questi giorni, o forse Márquez vuole più semplicemente togliersi di mezzo l’unico ostacolo che gli impedisce di essere il nuovo Valentino (cioè Valentino stesso).
Sta di fatto che l’unione che questi due piccoli uomini dimostrano non è la stessa dei due piloti italiani più vicini in pista: Iannone infatti ha dichiarato ‘A Valencia io farò la mia gara’,suggerendo giustamente che non farà cadere tutti per far passare avanti Vale.

Al fin y al cabo a stringersi sotto la stessa bandiera (stavolta per i motivi sbagliati) non siamo mai noi italiani; noi ci prendiamo in giro, ci schifiamo e ci insultiamo pubblicamente molto più spesso di quanto ci difendiamo e ci aiutiamo tra di noi. La nostra debolezza è talvolta anche la nostra forza, perchè sappiamo guardare in faccia i nostri difetti, ammetterli e ridere di noi. Questa autoironia, il non prendersi troppo sul serio, credo ci abbia salvati da tanti disastri, ed è certamente una dote che ci rende apprezzati nel mondo.
In questo caso l’apprezzo ancora di più, perché Valentino correrà una gara da solo, senza favoritismi e alla fine, anche se perdesse, saprebbe riderci sopra come ha sempre fatto. E se si scoprisse che Márquez e Lorenzo davvero si amano, sarebbe pure contento e sosterrebbe la loro unione per sdoganare l’omosessualità negli sport maschili.