Voi giovani dovete andare all'estero. Ma ne siamo proprio sicuri?
12 dicembre 2018

'Voi giovani dovete andare all'estero'. 
Questa è la frase che abbiamo sentito più spesso nella vita; di solito rispondiamo con 'grazie per il giovani', poi abbozziamo un sorriso di traverso, perché chi ci dice queste cose spesso non sa bene di cosa stia parlando.

Innanzitutto definiamo estero. Noi all'estero ci siamo state parecchio, anche in tanti esteri diversi, e vi diremo un segreto: estero non è garanzia di successo, anzi spesso non è nemmeno sinonimo di bello. Estero è relativo: per chi viene dal sud è Milano; per chi scappa dalla guerra è il primo Paese che lo lascia entrare, o anche solo passare; per chi fa l'Università è l'Erasmus, per chi cerca lavoro è Londra… è tante cose diverse. Una volta cercando 'estero' su google ci è uscita la nostra faccia, per dire.

Nella maggior parte dei casi chi vi dice 'dovete andare all'estero' è qualcuno che ben difficilmente ha infilato tutta la propria vita in 15 kg di bagaglio a mano (inclusa la borsetta). A tutti costoro consigliamo una letta alle strisce di Zerocalcare, un viaggio low coast in alta stagione e poi ci rivediamo in provincia, a bere del whisky al roxy bar come direbbe qualcuno.

Lungi da noi sputare nel piatto dove mangiamo (jamòn e tortilla, per essere precisi). All'estero noi continuiamo ad andarci, perché siamo grandi sognatrici, figlie di un'Europa forse unita solo da una moneta, con la voglia di esplorare e farci contaminare. Anzi ormai siamo noi a contaminare l'estero con la nostra cultura, che seppur bistrattata è ancora tanto affascinante e a volte vale la pena vederla da fuori per amarla di più.

Tra tutti gli esteri possibili, noi ne abbiamo scelto uno a cavallo tra l'estremo e la nostra 'mediterraneità': la Spagna, appunto. Al grido di ‘un aereo al mese paura non ci fa’, Simona vive con un piede in Italia ed uno a Madrid, dove lavora come Country Manager per Zankyou, portale di riferimento per chi si sposa, mentre Costanza si divide tra Tenerife e la Pianura, dove fa l’ingegnere ambientale e l’editor per Zankyou, insieme a Simona.

Una dalla capitale, e l’altra dall’isola, il ritrovo quotidiano per noi sono i social ma anche e soprattutto il giro di bianchini a un euro a fine mese nella terra natia. Da terre iberiche vi vorremmo raccontare l'Italia da lontano e la Spagna da vicino, ma pure viceversa, dato che con tanti check-in al bancone di Ryanair non capiamo manco più quale e dove sia la casa, il dentro, il fuori. Perche a noi piace tornare e mescolare, sentirci qui e lì ed allo stesso tempo ne qua ne là, a volte al punto da non capire bene chi e cosa sia lontano. Non sarà che abbiamo colto lo spirito dell’Europa unita, senza confini?